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Protetto: Voltaire, Sulla libertà di pensiero

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Crociate contro gli “infedeli” e repressione antiereticale nel medioevo, di Grado Giovanni Merlo.

grado merlo

Qualcuno potrà rimanere sorpreso dell’accostamento che qui si propone tra crociate contro “Saraceni e infedeli” e repressione antiereticale in riferimento all’età che tradizionalmente viene definita medioevo. Nella parte finale del presente contributo si cercherà di dare ragione dei nessi e delle continuità che esistono tra l’impegno militante e militare contro gli infedeli e i politeisti (“esterni” alla cristianità) e quello, successivo, contro gli eretici e gli avversari politici del papato (“interni” alla cristianità).

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Fonte: ACME. Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, Volume LVII, Fascicolo I, Gennaio-Aprile 2004.  

Le Crociate, di Franco Catalano.

crociate catalano

Al concilio convocato dal papa Urbano II a Clermont, in Provenza, nel novembre del 1095, intervennero – scrive il Muratori nei suoi Annali d’Italia dal principio dell’era volgare sino all’anno 1750 (Napoli, 1773) – «tredici Arcivescovi, e dugento cinque fra Vescovi ed Abbati, benché altri ne contino fin quattrocento». Fu in questo concilio che lo zelantissimo pontefice predicò, «con più fervore», la Crociata, «cioè un armamento per liberar Gerusalemme dalle mani degl’Infedeli». [leggi tutto]

 

Fonte: Franco Catalano, Le Crociate, in: Stato e società nei secoli, vol. I, pp. 305-310, D’Anna, 1979.

 

 

Francesco Bacone su sommosse e disordini nello Stato.

bacone

 

Riguardo alla materia delle sedizioni, è cosa che deve essere esaminata, perché il modo più sicuro di prevenire le sedizioni (se i tempi lo comportano) è di eliminarne la materia: perché se c’è esca preparata, è difficile dire di dove verrà la scintilla che la metterà a fuoco.
La materia delle sedizioni è di due specie: molta povertà e molta scontentezza. È certo che quante sono le fortune capovolte, tanti sono i voti per i torbidi. [leggi tutto]

 

Il testo è stato tratto da: Francesco Bacone, Saggi (traduzione a cura di Cordelia Guzzo), Torino UTET 1961, pp. 116-122.

 

La battaglia per le otto ore nel pensiero di Filippo Turati.

turati

Le tesi di Filippo Turati a sostegno delle 8 ore lavorative (1897).
Guardato da lontano, il primo maggio è una grande protesta. Il proletariato dice alla borghesia: è da un secolo che i tuoi «Diritti dell’uomo» han proclamato che eguaglianza, libertà,proprietà, resistenza all’oppressione, proporzionalità delle imposte, controllo ai pubblici affari sono diritti imprescrittibili d’ogni cittadino. E mai come ora fummo schiavi, spropriati, avviliti, reietti nelle cariche, mai fu così acuta la lotta delle classi, e le imposte, a confessione dei tuoi economisti, non pesano, in ultima analisi, che sui nullabbienti.
Ci dicesti che la grande industria era un beneficio comune, che eravamo ignoranti a pigliarcela colle macchine che ci gettavano sul lastrico: e mai come ora infuriano le crisi, la disoccupazione, e gli operai furono posti al dilemma di limosinare o rubare. [leggi tutto]

 

Il manifesto di Kienthal (aprile 1916).

kienthal

Ai popoli che la guerra rovina e uccide!
Due anni di guerra mondiale! Di rovine, di massacri, di reazione. Dove sono i responsabili? Si cerchino fra i privilegiati. Dopo avere, essi, precipitato nella tomba milioni di uomini, piombato nella desolazione milioni di famiglie, creati milioni di vedove e di orfani, dopo aver accumulato rovine sopra rovine, e distrutto una parte della civiltà, questa guerra criminosa si è immobilizzata.
Malgrado le ecatombi su tutte le fronti nessun risultato decisivo: né vincitori né vinti; o piuttosto tutti vinti, cioè tutti dissanguati, rovinati, esausti. Così ancora una volta vien dimostrato che questi socialisti, i quali, nonostante le persecuzioni e le calunnie, si sono opposti al delirio nazionalista, esigendo la pace immediata e senza annessione, sono gli unici che abbiano bene meritato dai loro paesi. Si alzi il coro solenne delle vostre voci ad aggiungersi alle nostre, al grido: Abbasso la guerra! Evviva la pace! [leggi tutto]

 

I 14 punti di Wilson (8 gennaio 1918).

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  1. Convenzioni di pace palesi, apertamente concluse e in base alle quali non vi saranno accordi internazionali segreti di alcuna specie, ma la diplomazia agirà sempre palesemente e in vista di tutti.
  2. Libertà assoluta della navigazione sui mari all’infuori delle acque territoriali, tanto in tempo di pace quanto in tempo di guerra, salvo per i mari che potessero essere chiusi in tutto o in parte mediante un’azione internazionale in vista dell’esecuzione di accordi internazionali.
  3. Soppressione, per quanto sarà possibile, di tutte le barriere economiche e creazione di condizioni commerciali eguali fra tutte le nazioni che consentiranno alla pace, e si assoderanno per mantenerla. [leggi tutto]

 

I Krupp indicano alla Germania gli obiettivi della guerra (31 luglio 1915).

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Gustav Krupp al capo del gabinetto civile prussiano Von Valentini (31 luglio 1915).

Poiché non è escluso che a seguito di qualche decisivo successo per terra o per mare o anche a seguito di particolari congiunture politiche si ponga per così dire dall’oggi al domani la possibilità o la necessità di trattative di pace con l’una o con l’altra potenza in guerra con noi, non appare prematuro […] fissare alcuni punti di primario interesse nel porre le basi dello sviluppo avvenire della Germania. Naturalmente premesso sempre, in conformità all’opinione delle più ampie cerchie del popolo tedesco, che rimane esclusa la possibilità di una «conferenza della pace» – cui si mira da parte americana e da altre parti -, e che anzi secondo le parole di S. M. il re e imperatore ai nemici la pace potrà e dovrà essere dettata. Ma se dovremo concludere la pace, dobbiamo sin dagli odierni successi da noi conseguiti sui campi di battaglia sperare che la Germania ottenga un prezzo che compensi il sangue dei nostri figli e dei nostri fratelli. [leggi tutto]

https://docs.google.com/document/d/1qcnXLuqdSEtbvvOFPzC9kCOh3d0Nqes7JS7BDnTY1yM/edit?usp=sharing

Alcune caratteristiche dei MODERNI DITTATORI, di Gerhard Ritter.

Alcune caratteristiche dei MODERNI DITTATORI, di Gerhard Ritter.

 

hitler

https://docs.google.com/document/d/10KGcZ48MgwrmdXC0UyYutuvIBWVqHtVRKI73AJycDX4/edit?usp=sharing

IMPERIALISMO. Due interpretazioni classiche: Lenin e Hobson.

imperialismo

Vladimir Il’ič Ul’janov Lenin, Che cos’è l’imperialismo.
https://docs.google.com/document/d/1Fh03eKKFUQb2xyZw3cPxcG5_nm-aLvkJ7ctQKOZpqM8/edit?usp=sharing

John Atkinson Hobson, La vera natura dell’imperialismo.
https://docs.google.com/document/d/1v-WbUcFbzBSk1BVA-O0QMIhZJ7BEzRcCcx2sG9WQmpY/edit?usp=sharing

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