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Protetto: Voltaire, Sulla libertà di pensiero

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Francesco Bacone su sommosse e disordini nello Stato.

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Riguardo alla materia delle sedizioni, è cosa che deve essere esaminata, perché il modo più sicuro di prevenire le sedizioni (se i tempi lo comportano) è di eliminarne la materia: perché se c’è esca preparata, è difficile dire di dove verrà la scintilla che la metterà a fuoco.
La materia delle sedizioni è di due specie: molta povertà e molta scontentezza. È certo che quante sono le fortune capovolte, tanti sono i voti per i torbidi. [leggi tutto]

 

Il testo è stato tratto da: Francesco Bacone, Saggi (traduzione a cura di Cordelia Guzzo), Torino UTET 1961, pp. 116-122.

 

Thomas Hobbes. Le tre specie di Stato: democrazia, aristocrazia, monarchia.

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1. Vi sono soltanto tre specie di Stato: democrazia, aristocrazia, monarchia. 2. L’oligarchia non è una forma di Stato diversa dalla aristocrazia, e l’anarchia non è affatto una forma. 3. La tirannide non è una forma di Stato. 4. Non si dà una forma di Stato mista delle specie nominate. 5. La democrazia viene meno se non si stabiliscono determinati luoghi e tempi di riunione. 6. Nella democrazia gli intervalli fra i tempi di riunione devono essere brevi, oppure si deve concedere negli intervalli l’esercizio del potere supremo ad una persona unica. 7. Nella democrazia i singoli pattuiscono fra di loro di obbedire al popolo, il popolo stesso non è obbligato verso nessuno. 8. Con quali atti venga costituita l’aristocrazia. 9. Nell’aristocrazia, gli ottimati non concludono nessun patto, e non sono obbligati verso nessun cittadino, o verso l’intero popolo. 10. Per gli ottimati è necessaria la convocazione di riunioni. 11. Con quali atti viene costituita la monarchia. 12. La monarchia non è obbligata da nessun patto, verso nessuno, per il potere ricevuto. 13. La monarchia si trova sempre nella potenza prossima di esercitare tutti gli atti necessari al potere. 14. Che genere di peccato sia commesso, e da parte di chi, quando lo Stato non adempie al suo dovere verso i cittadini, o i cittadini verso lo Stato. 15. Un monarca creato senza limitazione di tempo può eleggere il suo successore. 16. I monarchi temporanei. 17. Non si può supporre che un monarca, pur conservando il diritto al potere, trasferisca con una qualsiasi promessa il diritto ai mezzi necessari al potere. 18. In quali modi il cittadino viene liberato dalla sudditanza. [leggi tutto]

 

 

Carlo Augusto Viano, Perché “La scintilla di Caino”?

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Non ho mai avuto particolare simpatia per la parola “coscienza” e, soprattutto, per i discorsi, specialmente i discorsi filosofici, che si fanno sul suo conto, anche se, quando ho fatto il mio apprendistato filosofico, quella parola era l’insegna dell’idealismo e dello spiritualismo e condiva tutte le filosofie edificanti, né mancava nelle consuete celebrazioni del primato dell’uomo, contrapposto alla natura. In tempi più recenti, ho assistito al consumo di due suoi usi, che si erano consolidati in importanti tradizioni culturali. Infatti il termine “coscienza” aveva assunto particolare rilevanza in formule quali obiezione di coscienza e libertà di coscienza, strumenti di rivendicazioni morali, politiche e giuridiche o espressioni di diritti costituzionalmente protetti. Ebbene proprio questi usi della coscienza si sono consumati. L’obiezione di coscienza al servizio militare, dopo essere stata estesamente invocata in modo opportunistico, ha perso senso in seguito all’abolizione della coscrizione obbligatoria, almeno in molti paesi liberali e democratici, nei quali era pur stata riconosciuta. [leggi tutto]

Niccolò Machiavelli, Popoli corrotti e città corrotte.

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Uno popolo corrotto, venuto in libertà, si può con difficultà grandissima mantenere libero.

Io giudico ch’egli era necessario, o che i re si estinguessono in Roma, o che Roma in brevissimo tempo divenisse debole e di nessuno valore; perché, considerando a quanta corruzione erano venuti quelli re, se fossero seguitati così due o tre successioni, e che quella corruzione, che era in loro, si fosse cominciata ad istendere per le membra, come le membra fossero state corrotte, era impossibile mai più riformarla. Ma perdendo il capo quando il busto era intero, poterono facilmente ridursi a vivere liberi ed ordinati. E debbesi presupporre per cosa verissima, che una città corrotta che viva sotto uno principe, come che quel principe con tutta la sua stirpe si spenga, mai non si può ridurre libera, anzi conviene che l’un principe spenga l’altro: e sanza creazione d’uno nuovo signore non si posa mai, se già la bontà d’uno, insieme con la virtù, non la tenesse libera; ma durerà tanto quella libertà, quanto durerà la vita di quello: come intervenne, a Siracusa, di Dione e di Timoleone: la virtù de’ quali in diversi tempi, mentre vissono, tenne libera quella città; morti che furono, si ritornò nell’antica tirannide. [leggi tutto]

Da: Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio (1513 – 1519)

Immanuel Kant: Dell’impossibilità di una prova ontologica dell’esistenza di Dio.

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Da quel che precede è facile vedere che il concetto di un essere assolutamente necessario è un concetto puro della ragione, cioè una semplice idea, la cui realtà oggettiva è ben lungi dall’essere provata dal fatto che la ragione ne ha bisogno; la quale non fa altro che additare una certa perfezione, tuttavia irraggiungibile, e serve propriamente più a limitar l’intelletto che ad estenderlo a nuovi oggetti. Ora qui si trova lo strano e l’assurdo, che l’illazione da un’esistenza data in generale a un’esistenza assolutamente necessaria pare stringente e giusta, e noi tuttavia abbiamo affatto contro di noi tutte le condizioni dell’intelletto per farci un concetto di una tale necessità. [leggi tutto]

 

Da: Immanuel Kant, Critica della ragion pura, vol. 2°, Dialettica trascendentale, Lib. II, Cap. III, Sez. IV, pp. 467-474, Laterza, Traduzione di Giovanni Gentile e Giuseppe Lombardo-Radice.

Francesco Bacone: Gli idoli.

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38. Gli idoli e le nozioni false che hanno invaso l’intelletto umano gettandovi radici profonde, non solo assediano la mente umana sì da rendere difficile l’accesso alla verità, ma (anche dato e concesso tale accesso), essi continuerebbero a nuocerci anche durante il processo di instaurazione delle scienze, se gli uomini, di ciò avvisati, non si mettessero in condizione di combatterli, per quanto è possibile.
39. Quattro sono i generi di idoli che assediano la mente umana. A scopo didascalico li chiameremo rispettivamente: idoli della tribù, idoli della spelonca, idoli del foro, idoli del teatro.
40. L’unico mezzo per scacciare gli idoli e tenerli lontani dalla mente umana sta nel seguire il naturale sviluppo dei concetti e degli assiomi per mezzo dell’induzione vera, ma già la delineazione degli idoli è di grande vantaggio. La teoria degli idoli sta infatti alla interpretazione della natura, come la dottrina degli elenchi sofistici sta alla dialettica comune. [leggi tutto]

Da: Francesco Bacone, Novum Organum, in: Opere filosofiche, vol. I, pp. 264-267, Laterza, Bari, 1965

 

G.W.F. Hegel: Rapporto della speculazione con il buon senso.

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Anche il razionale, ciò che sa il cosiddetto buon senso, è ugualmente costituito da singolarità, che nella coscienza sono sorte dall’assoluto, punti luminosi che si innalzano isolati dalla notte della totalità, guida razionale della vita dell’uomo. Essi sono per lui punti di vista giusti secondo i quali procede ed ai quali ritorna.

Ma in realtà l’uomo ha tale fiducia nella loro verità soltanto perché sente in essi l’assoluto che lo accompagna, e questo solo dà loro significato. Prese per sé, queste verità del senso comune, intellettualisticamente isolate, come conoscenze in generale, appaiono false e come mezze verità. II buon senso può essere disorientato dalla riflessione; non appena si abbandona alla riflessione, ciò che ora esprime come principio per la riflessione, ha la pretesa di valere per sé, come un sapere, come conoscenza, e il buon senso ha rinunciato alla sua forza, che è quella di appoggiare le proprie pretese solo sulla totalità, oscuramente presente in esso come sentimento e di opporsi unicamente così all’instabilità della riflessione. [leggi tutto]

 

Da: Hegel, Differenza fra il sistema di Fichte e di Schelling.

 

Vattimo et le mani sporche di Heidegger, di François Rastier.

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Anziché affrontare questo tema filosofico, Vattimo approva l’impegno nazista di Heidegger: «Heidegger, con la sua adesione al nazismo ha fatto un’azione coraggiosa. […] È sceso in campo, ha realizzato la sua personale idea di intellettuale engagé. Che poi fosse un’idea sbagliata è un’altra storia. Ma si è sporcato le mani». Nel riconoscergli il merito di essersi «sporcato le mani» Vattimo allude a Sartre, e quindi mette sullo stesso piano i due tipi di impegno politico, utilizzando un argomento tipico del discorso rosso-nero attualmente in voga, che mescola parole dell’estrema sinistra e dell’estrema destra. Come Slavoj Žižek, il quale sostiene che «Heidegger è “grande” non malgrado, bensì grazie al suo impegno nazista», e critica Hitler per non essere stato «abbastanza violento» (Perché Heidegger ha fatto la mossa giusta nel 1933, International Journal of Zizek Studies 1/2007). (trad. Giovanna Di Rosario, Left, 19 luglio 2012) [leggi tutto (testo in francese)

 

Introduzione del nazismo in filosofia tramite Heidegger, di Reinhard Linde.

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L’origine demoniaca del potere. Sul problema della “Introduzione del nazismo nella filosofia” tramite Heidegger, di Reinhard Linde.
Capitoli:

(1) L’interpretazione che umanizza Heidegger, purgandone il testo. 
(2) La difesa filonazista di Heidegger. 
(3) L’utopia nazionalsocialista di Heidegger: l”autenticità”.

Questo scritto, concluso il 27 gennaio 2007, nel 62° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, è dedicato a tutte le vittime del nazismo.   [leggi tutto. Testo in tedesco

 

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